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"Maifeo, Figlia della luna" - Alice Beltrami PDF Stampa E-mail

      

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Alice Beltrami

MAIFEO FIGLIA DELLA LUNA - Racconti di un anno di Servizio Civile in Camerun

Collana "Comunicare la solidarietà" - Ed. ALOE - pp. 176

Richiedilo: € 12,00 + spese di spedizione (in contrassegno)

ALOE Associazione Missionaria - Via Graziani 71 63023 Fermo (FM) 

Email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - Tel.3470603932 

Il ricavato sarà destinato interamente al progetto di Zouzoui - Camerun.

     

RECENSIONE

MAIFEO, FIGLIA DELLA LUNA

Alice, un nome che rimanda a paesaggi fiabeschi, che riecheggia nelle lussureggianti praterie della fantasia umana, un nome che ha dato, invece, una impronta così forte da far invidia agli eroi maschili, di mitologica memoria, troppo epici nella loro lontana dimensione. Cosa ha fatto, dunque, Alice? È andata in Africa, ma non a fotografare qualche strano animale in via di estinzione, da esibire come trofeo, ma in Africa, precisamente nel Camerun, per una missione umanitaria. Scrive un diario che non è solo diario, ma un "iter" poetico che raggiunge una dimensione panica, aliena da ogni raffigurazione astratta. Il suo stile è semplice, immediato ma non arido, con una partecipazione emotiva, come sa fare solo la nostra gioventù quando vola alla ricerca non di paradisi artificiali, ma di solide certezze, benedette dal carisma della fede.

In "Maifeo, figlia della luna", c'è il trionfo dell'umiltà, della laboriosità che può stancare fisicamente ma apporta una carica umana non indifferente. Alice ha trovato un altro mondo, una concezione totalmente diversa da quella occidentale; è stata catapultata in una realtà non rosea ed ha saputo tirar fuori il meglio di sé, quella parte migliore che si era assopita, omologata alle tendenze europee. Alice è cresciuta, questa piccola grande donna, nei suoi racconti, evita circonlocuzioni verbali, non si perde nei meandri della vacuità e del non senso, ma si serve della parola e delle immagini per scendere in una dimensione interiore.

Il "mal d'Africa" esiste davvero, è difficile da descrivere perché l'anima subisce un percorso metafisico, la parola si fa sinfonia di concetti che lasciano sgorgare emozioni, colori, musica e balli in un sapiente accostamento che ti trasporta in un universo pieno d'amore. La natura africana ti entra dentro, si trasmuta in specchio dell'anima, in un rapporto speculare che produce il sogno, il mondo della favola umana nella quotidianità (questo è il mal d'Africa). Se il tempo cambia, le situazioni si perpetuano nella loro drammaticità e gaiezza, insieme. Se a tutto ciò uniamo quello che Alice ha fatto, sta facendo e farà, cioè un'opera di alta solidarietà, una nuova alleanza di pacificazione e rigenerazione spirituale, si evince, in modo chiaro, che:

"vivere una sola vita

in una sola città

in un solo paese

in un solo universo

vivere in un solo mondo

è prigione."

                   Ndjock Ngana, poeta camerunese

Nella universalità e nella originalità del suo essere, del suo esistere, del suo operare nel mondo e per il mondo, i 27 anni di Alice assumono una valenza simbolica di sfida, vinta su aberranti solitudini, di vittoria sul materialismo sterile e marmoreo, vittoria sulle inevitabili debolezze umane, piccole, ma grandi, nella loro innocente ammissione. Grandi sentimenti, piccole cose, dolci emozioni, grandi responsabilità, fantasmagorici sogni, sono gli ingredienti che Alice ha usato ed è riuscita ad elaborare una sua personale "cifra" stilistica ed innescarla in solidali percorsi creativi.

Affinché tutto ciò sia trampolino di lancio per futuri successi, auguro ad Alice un avvenire sereno, ricco di gioia duratura, con sincera stima e viva cordialità.

Danila Angelici

 

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