Progetti in Tanzania

Heka – la nuova missione di padre Remo Villa

L’altopiano tanzaniano si estende ad est della regione dei grandi laghi, dal lago Vittoria a nord al lago Tanganica più a sud. Qui, nella regione di Singida e di Dodoma, il clima è rigorosamente scandito dal succedersi della stagione delle piogge (da novembre ad aprile) e dalla stagione secca (da maggio ad ottobre). All’abbondanza dell’acqua nella stagione umida, fa seguito una crescente siccità man mano che ci si avvicina alla fine della stagione arida. A 600 kilometri da Dar es Salaam e a 200 da Dodoma, dopo aver abbandonato a Manyoni, capoluogo della provincia, la strada principale e gli ultimi negozi di qualche cosa, ci si inoltra nella savana per altri 50 kilometri di strada sterrata, e si arriva ad Heka. Ottobre: benvenuti nella terra assetata!

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Heka è un villaggio di circa 2.500 persone, sperduto nella brousse, avamposto missionario dove, dal gennaio 2012, vive padre Remo Villa, un roccioso missionario di origine trentina, ma marchigiano di adozione.

Catapultato in questa nuova situazione, dopo una trentina di anni trascorsi altrove in Tanzania, soprattutto nella missione di Makambako, Padre Remo ha deciso di rendere partecipi tutti i suoi amici sparsi in Italia, con un diario dettagliato della sua vita missionaria ad Heka.

Ormai da diversi anni, prima a Makambako ed ora ad Heka  i volontari Aloe lo raggiungono  per condividere con lui alcune settimane di esperienza missionaria.

 

PROGETTI IN CORSO

 

PROGETTO PER L’APPROVVIGIONAMENTO IDRICO

NEI VILLAGGI DI HEKA E MPOLA,

REGIONE DI SINGIDA, NORD TANZANIA

 Nelle prime tre settimane di Ottobre Eugenio Monaldi e Massimo Giannetti si sono recati in Tanzania, nella nuova missione di padre Remo Villa ad Heka. Essi hanno potuto rendersi personalmente conto della drammaticità del problema dell’acqua, vissuto anche sulla propria pelle essendo il mese di ottobre il mese più secco dell’anno perché l’ultimo della stagione arida. Il problema dell’acqua e dell’approvvigionamento idrico non solo della missione ma dei villaggi vicini si è rivelato essere una priorità assoluta. Come associazione intendiamo appoggiare il missionario padre Remo nel suo tentativo di dare un contributo essenziale alle comunità della sua missione.

Il problema dell’acqua ad Heka

Durante la stagione delle piogge, la gente prende l’acqua direttamente dai vari fiumi stagionali che però si prosciugano qualche tempo dopo la fine delle piogge. Altre fonti di approvvigionamento idrico sempre durante la stagione delle piogge sono le varie “pozze” o piccoli avvallamenti dove l’acqua piovana può ristagnare per un po’ di tempo.

Il problema diventa però drammatico nella stagione secca, cominciando a giugno e per tutti i mesi seguenti fino all’inizio del periodo successivo delle piogge, verso novembre. Durante tutti questi mesi i vari fiumi stagionali, secchi e pieni di sabbia, diventano una serie interrotta di buche e pozzi scavati a mano dove la gente prende l’acqua per i vari usi: per bere, cucinare, lavarsi, bagni ecc. Ed anche il bestiame, con centinaia di capi – in ogni paese – specialmente di mucche  e buoi (zebù), capre ed anche pecore devono dissetarsi usando questi stessi pozzi che in alcuni casi, data la scarsità di acqua che danno, obbligano i fruitori dell’acqua a code di ore ed ore.

Già in passato, negli anni novanta, un missionario aveva affrontato il problema facendo scavare un invaso nel paese di Heka, il centro della Missione cattolica che comprende una ventina di paesi nel raggio di una trentina di km, con 12 scuole elementari e sole due scuole superiori per tutti i giovani della zona.

Lo scopo di questo invaso era quello di raccogliere l’acqua piovana durante la stagione delle piogge convogliando i vari rivoletti e fiumiciattoli in una valletta dove costruì una diga di sbarramento di circa quattro metri per conservare l’acqua raccolta per la stagione secca. Ma da allora nessuno ha mai pensato di pulirlo, anche per mancanza di fondi e quindi la capacita dell’invaso è molto diminuita ed in agosto o settembre, se le piogge non sono state abbondanti, di esso non rimane che un acquitrino di acqua non certo idonea per usi domestici..

Una cosa positiva da ricordare è che la zona in questi anni si è arricchita di vegetazione nuova, con miriadi di ninfee ed altri fiori palustri, di alcune specie di pesci, di uccelli e molte anatre ne hanno fatto il loro habitat. Mi è stato detto che hanno visto anche degli elefanti e degli ippopotami dissetarsi con quest’acqua, nei primi anni quando essa era molto più abbondante. Senz’altro questa area sta diventando ormai un significativo “biotopo” e quindi anche nella sua pulitura si dovrà tenerne presente per dare la possibilità che si rinnovi.

Allo stesso missionario gli abitanti di un paese a 17 km da Heka, MPOLA, avevano chiesto di aiutarli nella realizzazione di un invaso come quello di Heka, ma il cambio di guida della Missione di Heka dopo non molti mesi, non ha dato la possibilità per questa nuova realizzazione.

Ed in questi sei mesi da quando mi trovo qui ad Heka mi sono già arrivate sei richieste di aiuto per aiutare la gente di altrettanti paesi ad avere l’acqua che rimane “il” problema della zona.

L’escavazione di pozzi non sembra conveniente per una serie di motivi tra cui:

  1. costo dello scavo, della pompa e del deposito in cemento armato che rimane alquanto elevato.
  2. i costi di gestione del pozzo come gasolio, guardiani richiedono un impiego continuo di denaro, oltre ai costi di ordinaria manutenzione dell’impianto, della pompa, del motore…
  3. Dopo aver scavato il pozzo, l’acqua che ne esce a volte, in ampie zone, è salata – come ad esempio in un’ampia area di Heka – oppure addirittura dannosa alla salute con sostanze nocive come l’acqua del pozzo scavato nella frazione di Nkunzi a 5 km da Heka. E quindi l’alto costo andrebbe tutto sprecato

Un’idea progettuale in due fasi

Bisognerebbe pertanto, in una prima fase, mettere mano ad una manutenzione completa dell’invaso esistente ad Heka e alla realizzazione dell’invaso progettato a Mpola.

In una seconda fase si tratterebbe poi di realizzare un sistema di tubazioni per portare l’acqua tramite impianto eolico, nei villaggi rispettivi iniziando dalle strutture indispensabili alla comunità del paese come dispensario, scuola, ecc. ed eventualmente con la realizzazione di punti di distribuzione.

La prima fase del progetto

Nel villaggio di Heka, dove si trova la missione, esiste già dunque un invaso che però in tutti questi anni da quando è stato realizzato non è mai stato ripulito dalla sabbia e fanghiglia portata dall’acqua quando piove. Quindi abbisogna di una radicale manutenzione per tornare a servire come si deve la comunità del paese, composto da quattro rioni (Heka ya kati, Majengo e Igonjaa na Chidamsulu) qui in paese, per un totale di almeno cinquemila abitanti che usufruirebbero di questo invaso.

Un secondo invaso sarebbe invece da creare ex novo in un’ altro villaggio, il villaggio di Mpola, che si trova a 17 Km ad est di Heka. Si tratta di un progetto, come accennato sopra, risalente a circa 15 anni fa, già predisposto dal missionario responsabile della Missione Cattolica di Heka di quel tempo, ma mai realizzato.

Ora l’idea del progetto mi è stata ripresentata dal catechista del posto, il sig. Cleto, che, dopo averne parlato brevemente, è stato invitato a prendere i primi contatti col sindaco ed altre autorità locali, e tutti ritengono la realizzazione di questo invaso come estremamente necessario; e per questa realizzazione sarebbero disposti anche loro a contribuire mettendo a disposizione il terreno e la mano d’opera. Personalmente mi sono già incontrato con le autorità per constatare assieme – ufficialmente – che la cosa è fattibile andando fin sul posto – che si trova a circa tre km dal paese – e controllarne la fattibilità.

Nel villaggio di Mpola ci sono circa 700 nuclei familiari. Solitamente un nucleo familiare è composto in media da 5 – 6 persone, ma, secondo le loro usanze, anche più capanne racchiuse da un recinto costituiscono un solo nucleo che magari raggruppa 30-35 persone. Per cui si stima che la zona del villaggio comprenda circa 4 – 5 mila persone. L’invaso, ad una stima grossolana e fatta da da un non tecnico, cioe dal sottoscritto – dovrebbe essere 100/200 mt per 200-300 mt., cosa che sarà più chiara una volta preparato l’invaso. La posizione in cui verrebbe creato l’invaso è più alta rispetto al villaggio stesso, e questo permetterebbe, in una seconda fase, la possibilità di far arrivare l’acqua con delle tubazioni fino al villaggio e predisporne la distribuzione tramite fontane pubbliche.

L’acqua dell’invaso sarebbe utilizzata per usi domestici, agricoli nonché per altre attività di sviluppo. La disponibilità di acqua in un invaso avrebbe una ricaduta di benefici i più diversi. In particolare servirebbe per:

  1. l’agricoltura;
  2. l’ allevamento del bestiame: acqua a disposizione per l’abbeveratura tutto l’anno e  con frequenza regolare. Inoltre in zona vi sarebbe anche la possibilità di sviluppare l’allevamento di api per la produzione del miele. E’ una produzione già presente in quantità penso alquanto elevata ma con poca rendita per via della mancanza di acqua ed anche di fiori…, di cui le api hanno estremo bisogno;
  3. eventuale preparazione di mattoni da cuocere per la costruzione delle case;
  4. mi è stato riferito della presenza, in quel sito di terreno adatto – argilla – per fare vasellame e pentole, attività che porterebbe lavoro e quindi reddito alle donne;
  5. orti di pomodori, cipolle ed altri tipi di verdura che attualmente nella stagione secca sono quasi irreperibili nel paese. Un esempio per quanto riguarda l’invaso di Heka: lo scorso hanno un giovane, Mwinyi, aveva iniziato  coltivare un po’ di pomodori e venderli alla gente di Heka. Quest’anno sono saliti a sette e coltivano non solo pomodori, ma anche cipolle, peperoni e cavoli cinesi. Si stanno mettendo assieme ed io stesso sono vicino a loro e do loro una mano dove possibile.
  6. Conseguente lavoro per giovani, donne ed altre persone nella realizzazione di quanto sopra
  7. Conseguente miglioramento delle costruzioni: più igieniche, più stabili,  più durature

Il costo della prima fase

Sono già stati presi contatti con una ditta locale, che attualmente sta lavorando nella costruzione di una strada, la quale possiede la strumentazione adatta sia per la ripulitura dell’invaso esistente di Heka che per l’escavazione del secondo invaso a Mpola.

Il preventivo fatto per la prima fase, prevede una spesa di circa 3.000,00 euro per la manutenzione e pulizia dell’invaso di Heka, e di circa 7.000,00 euro per la realizzazione del secondo invaso a Mpola, tenendo conto della partecipazione della comunità locale per quanto riguarda il terreno e la prestazione di mano d’opera.

 

Stato di avanzamento del progetto

Dal 26 Novembre al 5 Dicembre si è dato avvio alla realizzazione del progetto con la ripulitura del bacino idrico di Heka. Per il prossimo anno, la gente del villaggio potrà contare almeno su una quantità triplicata di acqua. Il progetto proseguirà durante la prossima stagione secca.

 

IL DIARIO DI PADRE REMO

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

VIDEO

Esperienze missionarie ad Heka

La sete di Heka – Tanzania 2012

di Eugenio Monaldi e Massimo Giannetti

 Esperienze missionarie a Makambako

Tre Grazie a Makambako – Tanzania 2010

di Raffaela Basili, Elisabetta Conti ed Eleonora Lupi

 

Le emozioni della Tanzania – agosto 2009

 

di Elisa Di Matteo, Marika Lattanzi e Cristian Rossi


 

Tanzania, Makambako – febbraio 2007

di Emanuele Cappelletti e Chiara Abbati



 

 

 

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