Progetti realizzati

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Benin: Approvvigionamento idrico nel villaggio di Ina

In Benin operano i missionari cappuccini delle Marche, fra i quali padre Vincenzo Febi di Fermo, in particolare in due missioni: la prima nella periferia della capitale, Cotonou, una vera e propria metropoli del terzo mondo, con tutte le sue problematiche di gente sradicata dalla propria cultura ancestrale e ammassata nelle baraccopoli; la seconda in un villaggio tradizionale del nord, Ina, dove la vita scorre ancora nella sua forma tradizionale, ma dove le infrastrutture sociali sono minime. Entrati in contatto con questi missionari grazie a viaggi di turismo consapevole organizzati dal loro centro missioni estere, a partire dal 2005 abbiamo iniziato ad appoggiare le loro opere sociali.

Nel periodo 2006-2007, l’associazione ha finanziato un progetto di approvvigionamento idrico con la realizzazione di 7 pozzi nel villaggio di Ina, all’estremo nord del Benin, dove i missionari dei Padri Cappuccini delle Marche stavano impiantando una nuova missione. Il progetto si poneva come obiettivo la creazione di una minima infrastruttura idrica in diversi quartieri del villaggio. I benefici risultanti sono stati: un alleviamento del carico di lavoro delle donne di tali quartieri, costrette a procurarsi acqua con lunghi percorsi, e la crescita dell’igiene nella popolazione interessata, grazie alla maggiore disponibilità di acqua.

 

Benin: Sostegno alle attività formative per i bambini di strada

Nella capitale Cotonou i missionari cappuccini, accanto alla loro attività evangelizzatrice, si dedicano alla educazione e formazione scolastica con importanti strutture a favore dei bambini e dei ragazzi, come orfanotrofi e scuole, con l’obiettivo del recupero dei bambini di strada e di una educazione che prepari le nuove generazioni beninesi ad essere agenti del proprio sviluppo.

Negli anni 2008 e 2009 abbiamo sostenuto l’Orfanotrofio di Cotonou, dove i missionari offrono una casa, per vivere, crescere e formasi, a molti bambini di strada della capitale, orfani o addirittura abbandonati e perfino rifiutati dalle proprie famiglie a causa di credenze tradizionali legate alla stregoneria, che fa dei bambini più emarginati o problematici, altrettanti piccoli stregoni da combattere ed eliminare.

Nei due anni successivi, 2010-2011, Aloe si è impegnata, sempre a Cotonou, per la ristrutturazione e miglioria di un piccolo centro scolastico per la scuola dell’infanzia in un quartiere della missione, con la costruzione delle mura di cinta della scuola, necessarie per impedire che i bambini corrano il rischio di venire rapiti e rivenduti come domestici alle famiglie più abbienti e con la costruzione di bagni necessari per l’igiene e per evitare quelle “fogne a cielo aperto” che causano tante malattie. Obiettivi di questo progetto in corso sono dunque la sicurezza e l’igiene dei piccoli alunni.

 

Brasile: Progetto Speranza e Scuola famiglia Agricola a Sucupira do Norte

In Brasile Aloe si è coinvolta con in una missione di Sucupira do Norte, nel territorio dello Stato del Maranaho dove opera la missionaria laica Anna Maria Panegalli. Obiettivo di questo progetto è l’educazione di bambini e ragazzi della fascia più povera della zona con due iniziative: il “Progetto Speranza” e la “Scuola Famiglia Agricola”. Il Progetto Speranza è dedicato ai bambini in età di scuola elementare (primi quattro anni), mentre la “Scuola Famiglia Agricola” è dedicata ai ragazzi in età di scuola media (secondi quattro anni) e incentrata soprattutto sulla formazione specifica alle tecniche agricole per migliorare la qualità della vita dei poveri contadini della zona e tentare di fermare così l’esodo verso le invivibili periferie urbane. Nell’arco di cinque anni di attività oltre 500 bambini hanno potuto completare la propria formazione in questi due progetti che ogni anno danno la possibilità di formazione a 150 bambini nel “Progetto Speranza” e 70 nella “Scuola Famiglia Agricola”. Nella missione di Anna Maria si sono recati diversi volontari di Aloe distribuiti negli anni, ed anche una volontaria in servizio civile internazionale. Il progetto è portato avanti da una cooperativa locale diretta dalla missionaria. Attualmente il sostegno prosegue nella forma delle ‘adozioni a distanza’.

 

Camerun: Riattivazione della falegnameria di Ossoessam

L’associazione Aloe è stata costituita alla fine di ottobre del 1998 perché all’inizio di novembre dello stesso anno partiva come volontario internazionale con una ONG di Milano, il COE (Centro Orientamento Educativo), un artigiano falegname di Fermo che era stato selezionato dallo stesso organismo per essere inviato in un loro progetto in Camerun, dove avrebbe dovuto riattivare un centro professionale nel villaggio di Ossoessam, distretto di Mbalmayo (Regione del Centro). Dal novembre 1998 al novembre 2000, Aloe ha appoggiato l’azione del volontario in questo progetto con una intensa campagna di raccolta fondi. Obiettivo del progetto è stato quello della creazione di un piccolo polo di produzione, utilizzando e trasformando materiali localmente reperibili, per la promozione della imprenditorialità giovanile a livello di villaggio e come freno all’abbandono delle zone rurali. I risultati del progetto sono stati la completa riattivazione della falegnameria con il rinnovo dei macchinari revisionati o rinnovati; l’elettrificazione del laboratorio attraverso l’allaccio alla linea elettrica ad alta tensione grazie a un trasformatore; la formazione di un piccolo numero di apprendisti che avrebbero dovuto continuare a gestire il centro; e, per ultimo, una forte sensibilizzazione sul volontariato internazionale nel territorio fermano. Pur essendo questo un progetto del COE di Milano, l’associazione Aloe ha affiancato il COE nell’accompagnamento del volontario per tutto il periodo e nella copertura integrale dei costi grazie al coinvolgimento sia della diocesi di Fermo che di sette comuni con Fermo come capofila.

 

Camerun: Realizzazione di una scuola materna nel villaggio di Zouzoui

Dal mese di settembre 2008 fino all’agosto 2009 Aloe è stata impegnata in prima persona a sostenere un progetto con una propria volontaria in un villaggio del Camerun del nord. Alice Beltrami di Porto Sant’Elpidio (Fermo) ha terminato ai primi di settembre del 2008, il suo anno di servizio civile internazionale, a Mouda, nella Provincia dell’Estremo Nord; e al suo rientro riporta la richiesta fattale da un altro missionario del PIME, p. George Palliparambil, di dedicarsi alla implementazione, nel villaggio di Zouzoui, di un asilo come quello nel quale aveva lavorato durante l’anno di servizio civile. Aloe accoglie la proposta e decide di finanziare la realizzazione di questo progetto con la presenza della propria volontaria in loco come coordinatrice. Obiettivi del progetto erano: inizialmente la formazione di maestre locali e l’informazione delle famiglie, soprattutto mamme, sull’importanza del mandare i propri piccoli a scuola; quindi la realizzazione di una struttura per le attività e infine l’avvio dell’attività didattica vera e propria. In due anni questi obiettivi sono stati interamente acquisiti ed ora i circa 150 bambini del villaggio in età tra i tre e i sei anni hanno la possibilità di trascorrere il proprio tempo a scuola. Il costo del progetto è stato interamente sostenuto da Aloe, grazie ai fondi raccolti tramite la vendita del libro Maifeo figlia della luna, diario fotografico scritto dalla volontaria nel suo anno di servizio civile e pubblicato da Aloe.

 

Colombia: Promozione della cooperativa agricola ‘agrosolidaria’

Padre Beppe Svanera dei missionari della Consolata, socio fondatore di Aloe, opera dal 2005 in Colombia, nella regione caraibica di Cartagena, a Maria La Baja, una zona abitata prevalentemente da popolazioni Afrocaribe (discendenti da schiavi africani e indios caribe) e Desplazados (contadini costretti ad abbandonare le loro terre a causa sia della guerriglia che dei narcotrafficanti). P. Beppe progetta iniziative in favore dei poveri agricoltori locali (cooperativa ‘agrosolidalia’), dei giovani (centro sportivo ‘Allamano’) e dei bambini (scuolette di Marialabaja) e si avvale della collaborazione di ALOE per la realizzazione di queste iniziative. Negli anni 2006-2007 viene realizzato un laboratorio agroindustriale con la costruzione di un piccolo capannone e l’acquisto di macchine per la trasformazione del mais, del riso e della frutta. Il laboratorio è ora in piena attività con grande soddisfazione dei contadini locali che non sono più costretti a spendere importanti somme per portare lontano i propri prodotti per la trasformazione, con consistente miglioramento dell’economia familiare. Nel 2010 l’attenzione è tornata alla cooperativa agricola con l’acquisto di un trattore destinato a migliorare nettamente la capacità lavorativa dei contadini della cooperativa, i quali possono così superare la tentazione di vendere le proprie terre alle multinazionali della palma da olio, che sta trasformando le terre a colture alimentari in terre per la produzione di biocarburante.

 

Colombia: Miglioramento delle infrastrutture educative

Insieme al progetto agrosolidale, Aloe negli anni dal 2005 fino al 2008 si è impegnata in un progetto scolastico. Questo consiste nel finanziare gli stipendi di 2 maestre nelle tre scuole dell’infanzia, dislocate nelle zone più povere di Maria la Baja e di una coordinatrice. Obiettivo di queste scuole è quello di mantenere le tradizioni locali, seguendo la programmazione nazionale e di affidare l’istruzione dei bambini a maestre qualificate e non “mamme comunitarie”: mamme che si improvvisano maestre, ma che in realtà svolgono solo funzione di baby-sitter. Nel 2009 infine l’attenzione è stata posta sulle infrastrutture comunitarie destinate ai giovani, in particolare sul miglioramento di un centro sportivo dotandolo di illuminazione per permettere attività sportive e culturali dopo le sei di sera, ora in cui cala la notte.

 

Etiopia: Microcredito per le donne di Kofale

Nel triennio 2006-2008, Aloe ha sostenuto in Etiopia, attraverso il missionario p. Angelo Antolini di Santa Vittoria in Matenano (Fermo) che opera nella cittadina di Kofale, nella provincia del West Arsi, un progetto di sostegno per le donne, all’interno di popolazioni quasi interamente musulmane. La  missione di p. Angelo infatti è una missione di frontiera con i suoi 90 cattolici in una popolazione musulmana di 600.000 persone sparse in un territorio grande quanto la metà delle Marche. Il progetto – denominato “Microcredito per le donne di Kofale” – è iniziato con un corso di formazione, destinato a 15 donne, con l’obiettivo di stimolare la piccola imprenditorialità locale. Dopo il corso di formazione è partito un reale progetto di microcredito finalizzato alla realizzazione di attività di piccola imprenditorialità femminile nella regione. Aloe ha sostenuto il costo del progetto per  un totale di 25.000,00 euro; 5.000,00 euro per la prima annualità destinata al corso di formazione, e 10.000,00 euro per ciascuna delle altre due annualità, somma destinata all’avvio vero e proprio delle attività di microcredito, e che è andata a costituire il fondo che poi si dovrebbe rigenerare da solo mantenendosi costante e incrementandosi negli anni.

 

Etiopia: La cooperativa del bambù

Dopo l’avvio del gruppo del microcredito, nella stessa missione di Kofale in Etiopia è stato avviato un secondo progetto con lo stesso obiettivo della promozione dell’attività imprenditoriale di donne e giovani in genere: la costituzione di una cooperativa per la lavorazione della canna del bambù, per la realizzazione di mobili ad uso domestico destinati al mercato locale. Il progetto è stato realizzato nel biennio 2009-2010. I risultati sono stati: la costruzione di un piccolo capannone adibito a laboratorio; la formazione di 15 artigiane da parte di due professionisti provenienti da Addis Abeba per un periodo di  sei mesi; la costituzione e l’avvio della cooperativa di lavoro. Il bambù è abbondante e cresce molto velocemente. Il bambù, utilizzato per la realizzazione di piccoli mobili per uso domestico, è molto meno costoso del legno e previene il serio rischio di disboscamento della zona a causa della richiesta di legname. La cooperativa ora operante, prevede anche di diventare un piccolo polo di formazione per giovani in situazioni di disagio, in modo che possano qualificarsi e accedere al mercato locale avviando una piccola attività produttiva in proprio.

 

Filippine: Approvvigionamento idrico nel quartiere Sampoli di Zamboanga

A partire dal 2009 è iniziata una collaborazione con p. Ilario Trobbiani, originario di Corridonia (Macerata), missionario nelle Filippine, nella città di Zamboanga (isola di Mindanao). La Parrocchia di S.Lorenzo Ruiz, dove opera P. Ilario Trobbiani, è composta da 16 villaggi sparsi su un territorio difficile da raggiungere; gli abitanti riescono appena a sopravvivere con la coltivazione del riso, poiché il costo d’affitto dei terreni è alto ed il raccolto è scarso. P. Ilario, dopo aver precedentemente avviato due progetti, uno agricolo a sostegno dei contadini, ed uno scolastico per accogliere ed istruire i bambini delle famiglie più povere, ha notato l’urgente necessità di acqua potabile e per questo si è rivolto alla nostra associazione. Obiettivo del progetto è stata la costruzione di un pozzo e la canalizzazione per l’approvvigionamento di acqua potabile nel quartiere Scampoli di Zamboanga e nei villaggi vicini alla missione. Il risultato del progetto è stato il miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie della popolazione e la possibilità di sostenere piccoli allevamenti destinati all’alimentazione.

 

Indonesia: Emergenza Tsunami e Adozioni a distanza

A seguito del catastrofico evento dello Tsunami del 26 dicembre 2004, ALOE decise di dare il proprio contributo all’emergenza, lanciando una raccolta fondi destinata ad alleviare le popolazioni indonesiane colpite dall’evento, ed entrò in contatto con il missionario passionista P. Vincenzo Carletti, originario di Sant’Elpidio a Mare (Fermo), ma residente da oltre trenta anni a Giacarta. Il  missionario, pur non vivendo nella zona colpita (la parte nord dell’isola di Sumatra), era in contatto con la Caritas Indonesiana che si era subito attivata per portare i primi soccorsi. Grazie a questo contatto diretto sul posto, Aloe è stata in grado, già nei giorni immediatamente seguenti al disastroso evento, di offrire un canale diretto a chi volesse dare un proprio contributo in denaro. Nasce così, in diretto contatto con una controparte impegnata sul territorio, il Progetto Indonesia che si è posto come obiettivo, nella prima fase, quello di offrire un proprio contributo all’emergenza tramite la raccolta fondi, e successivamente concretizzatosi con l’appoggio ad un progetto di educazione scolastica portata avanti dalla Caritas Indonesiana nel territorio dell’isola di Nias, una delle più colpite sia dallo tsunami. I risultati sono stati nella prima fase la maggiore operatività (anche se su piccola scala) della Caritas indonesiana durante l’emergenza e nella fase successiva l’offerta di un ciclo completo di educazione elementare a 15 bambini e bambine sostenuti per tutto il loro periodo scolastico fino alla licenza elementare. E’ già in corso, sempre tramite lo strumento delle adozioni a distanza, il sostegno al secondo gruppo di bambini e bambine. L’ente promotore del progetto è la Caritas e la Missione dei Passionisti indonesiani; Aloe agisce in appoggio alla loro azione.

 

Siria: Il piccolo caseificio di Knayee

Alla fine del 1999, ci è pervenuta la richiesta di interessarci di un piccolo villaggio cristiano della Siria, Knayee, nella regione di Aleppo. Questo villaggio era abitato prevalentemente da una popolazione cristiana tentata dall’emigrazione a causa della sua condizione di minoranza. Le principali risorse economiche erano costituite dalla coltivazione dell’ulivo e, più recentemente, dal piccolo allevamento bovino e ovino. Uno dei prodotti più comuni era quindi il latte, che però veniva venduto a poco prezzo sul mercato. Il vescovo latino di Aleppo, Mons. Armando Bortolaso, aveva colto l’esigenza di un piccolo ma importante progetto che potesse generare maggiori ricavi per la popolazione locale e offrire una ragione in più per rimanere nella terra dei padri. Era così nato il “Piccolo Caseificio” di Knayee per la produzione di formaggi di diverso tipo. Obiettivo del progetto, per quanto riguardava il coinvolgimento di Aloe era il reperimento e l’invio di un esperto caseario. Tra l’estate e l’inverno del 2000, una volontaria Aloe, dott.ssa in chimica e con esperienze sul campo, è stata ospite nel villaggio di Knayee ed ha lavorato nel progetto con l’obiettivo di insegnare al personale siriano, le tecniche e i processi di lavorazione caseari. Il risultato è stato l’avvio effettivo dei processi produttivi del caseificio, grazie all’apporto dell’esperto, processi poi portati avanti in autonomia dal personale locale messo a disposizione dalla Diocesi di Aleppo.

 

Siria: Protezione della biodiversità nel deserto della Siria

A partire dal 2000 siamo entrati in contatto con il Monastero Siriano di Deir Mar Musa al-Habashi, una realtà di frontiera fra cristianesimo e islam, posta nel deserto della Siria, vicino alla cittadina di Nebek a 80 km da Damasco. Antico centro di spiritualità monastica cristiana, il monastero da tempo abbandonato, è stato ricosrtruito dal 1984 in poi grazie all’opera di Padre Paolo dall’Oglio, gesuita italiano, che vi ha fondato una comunità monastica siriana dedita al difficile ma necessario dialogo fra Cristianesimo ed Islam. Nel 2006 è iniziato un progetto di collaborazione fra Aloe e il Monastero di Mar Musa, soprattutto per quanto riguarda il nostro corso di formazione ‘Il senso del partire’ dove sempre interviene anche un monaco del monastero, e la possibilità per i volontari di Aloe di essere accolti per brevi periodi in Siria. Tale collaborazione culturale si è tramutata in appoggio ad un progetto concreto nel 2010. Il monastero è situato in una zona desertica dove però esiste anche una flora tipica la cui biodiversità è oggi minacciata e che i monaci vorrebbero invece sostenere con un progetto specifico. Il progetto “Protezione della biodiversità nel deserto della Siria” prevede il reperimento di 25 specie tipiche della zona, ma in via di estinzione, la messa a cultura in un vivaio per la moltiplicazione delle piantine con le quali poi procedere alla ripopolazione dell’intera vallata (Wadi Dei Mar Musa) su cui si affaccia il monastero stesso. Il progetto si dovrebbe sviluppare in più anni e contribuire anche alla creazione di diversi posti di lavoro. La prima fase prevede la implementazione del vivaio; nelle fasi successive si provvederà a mettere le piantine a dimora.

 

Tanzania: Allestimento Sala Parto nel dispensario medico di Makambako

Makambako è una cittadina di circa 80.000 persone posta sull’altopiano della Tanzania, in un crocevia di strade che hanno fatto in pochi decenni di un semplice borgo una vera e propria città in continua espansione, con tutte le problematiche degli agglomerati urbani cresciuti in fretta e senza servizi adeguati. La missione gestita dai Missionari della Consolata, dove è presente P. Remo Villa che è stato animatore del centro missionario di Santa Maria a Mare (Marina Palmense – Fermo) negli anni settanta-ottanta, costituisce un piccolo polo di infrastrutture e servizi: scuola, dispensario, centro sociale e religioso,  ecc. In seguito ad una esperienza in missione di due nostri giovani soci, e della richiesta di aiuto del missionario con l’obiettivo di un miglioramento delle strutture e attrezzature del dispensario, Aloe decide di realizzare l’allestimento della sala parto del suddetto dispensario medico di Makambako, al fine di assicurare migliori condizioni igieniche e di assistenza delle donne nel parto, anche in presenza di eventuali complicazioni. Negli anni, altri volontari che si sono recati nella missione hanno potuto verificare il positivo risultato di questa microrealizzazione. Il progetto di miglioramento del dispensario è ancora in corso: nel prossimo futuro verrà realizzato nello stesso dispensario un laboratorio di analisi.

 

Togo: Sostegno alla imprenditorialità giovanile

In Togo opera una missionaria originaria di Montegranaro (Fermo), suor Luciana Maulo delle suore dell’ordine di San Gaetano, con una missione presso il villaggio di Fiatà, nei pressi della capitale Lomè. Da sempre questa missionaria è in stretto contatto con il suo territorio di origine, il fermano. Anche alcuni volontari di Aloe hanno iniziato a frequentare la sua missione per brevi esperienze di volontariato, da oltre sette anni, a partire dal 2004, costruendo pian piano una solida amicizia. A partire dal 2007 questo rapporto si è intensificato con una collaborazione diretta su progetti sociali promossi dalla missione stessa. Il progetto a cui si è lavorato nel 2007 è stato quello del “sostegno alla imprenditorialità locale per una cooperativa avicola”. Obiettivo del progetto è stata la costituzione di una cooperativa avicola per creare nuovi posti di lavoro giovanile nel territorio del villaggio di Fiatà. Il risultato è stato l’avvio dell’attività di un piccolo allevamento di polli, gestito da un gruppo di 10 giovani il cui lavoro permette cosi il sostentamento di altrettante famiglie. L’ente promotore del progetto è la stessa cooperativa avicola togolese, a cui Aloe si è affiancata nella fase iniziale come soggetto finanziatore, per sostenere le spese dell’implementazione del piccolo pollaio. Nel 2008 il progetto di promozione della imprenditorialità locale si è focalizzato sull’obiettivo del sostegno ad un gruppo di artigiani locali che lavorano il legno, per la produzione di oggettistica in legno, che poi Aloe acquista e utilizza per le bomboniere solidali, incrementando anche in questo caso il lavoro giovanile.

 

Togo: Sostegno alle strutture scolastiche

Sempre all’interno della missione precedentemente descritta, negli anni 2008-2010 è stato realizzato un progetto di sostegno alle strutture scolastiche del circondario, con la costruzione di edifici destinati ad uso scolastico: un’aula scolastica nel villaggio di Agokpane per l’avviamento della locale scuola media, voluta dal vescovo Mons.Isaac Gagloo; il rifacimento del tetto dell’edificio esistente e la costruzione di nuove aule nella scuola cattolica di Fiatà gestita dalla suore Gaetanine. Obiettivo del progetto è stato la possibilità di poter sviluppare in loco alcune classi di scuola media, prima inesistente per mancanza di strutture adeguate. Come risultato abbiamo che centinaia di ragazzi hanno ora la possibilità di completare il loro ciclo scolastico senza dover affrontare lunghi spostamenti; e un innalzamento del periodo di formazione per la maggior parte dei ragazzi dei villaggi circostanti.

 

Zambia: Adozioni di studio a distanza

All’interno delle due scuole superiori di Fermo, l’ITIS ‘Montani’ e l’IPSIA ‘Ricci’, si è costituito, già nel 1998, una sezione Aloe tra docenti, personale ATA e classi di studenti che avevano cominciato ad autotassarsi o ad organizzare piccole attività di raccolta fondi per sostenere alcune adozioni a distanza in Zambia dove un docente del Montani aveva svolto il suo periodo di volontariato internazionale con il COE di Milano. Nasce così il Progetto Zambia che è durato circa dieci anni, con l’obiettivo di  sostenere ed accompagnare (soprattutto per quanto riguardava le spese per la formazione) un gruppo di 10 ragazzi e ragazze lungo tutto il loro percorso scolastico fino al termine della scuola secondaria, con il conseguimento del diploma di maturità.  Attualmente il progetto adozioni in Zambia continua con un secondo gruppo di bambini di un poverissimo villaggio  sul confine tra Zambia e Congo, nell’ambito della missione del francescano p. Anselmo Bonfigli di Montottone.

 

 

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