Uno dei fiori all’occhiello della nostra associazione missionaria è sicuramente la nostra bella relazione con il Monastero di Deir Mar Musa in Siria. Ci scrive padre Jihad Youssef dal Monastero inviandoci foto e un nuovo progetto!


Il Monastero di Mar Musa è stato fondato a metà degli anni Ottanta del secolo scorso da padre Paolo dall’Oglio, il gesuita poi scomparso, in circostanza mai chiarite, il 29 luglio del 2013 a Raqqa. Ricordiamo sempre con grande piacere che appena due mesi prima, il 24 Aprile dello stesso anno, lo avevamo avuto ospite qui a Fermo, presso il centro cultural San Rocco, per presentare il suo libro, allora appena uscito, “Collera e Luce. Un prete nella rivoluzione siriana”. L’attuale superiore del monastero, il monaco siriano padre Jihad Youssef è un nostro carissimo amico e abbiamo avuto l’onore di ospitarlo molte volte qui a Fermo. Con lui ci teniamo costantemente in contatto.

Negli anni 2022-2023, con il contributo della Caritas Italiana, abbiamo contribuito ad implementare un bellissimo progetto nella valle desertica sotto il Monastero: la piantagione di una vigna e di un uliveto per “Far fiorire il deserto” che poi era il nome dello stesso progetto. Ed ora abbiamo la gioia di sentire dal nostro amico Padre Jihad che il deserto è davvero fiorito.
Così infatti egli scrive, nella “Lettera agli amici di Mar Musa” in occasione del Natale 2025: “Il lavoro manuale quotidiano nel monastero continua, in particolare quello agricolo. Nonostante la stagione delle olive sia generalmente scarsa in Siria, Dio ci ha benedetti anche quest’anno, e ci ha dato dai nostri 588 alberi tutto l’olio e le olive di cui abbiamo bisogno. Questa estate abbiamo effettuato la prima raccolta dell’uva e abbiamo assaporato le tre varietà che compongono il vigneto nella valle del monastero. E ciò che potreste non credere è che stiamo ancora mangiando pomodori prodotti dalla nostra fattoria fino all’inizio di dicembre. Grazie a Dio, in questi giorni sono scese alcune piogge e speriamo in altre che nutriranno il pozzo che ci fornisce acqua per noi e per le nostre coltivazioni.”



Siamo davvero orgogliosi di questo risultato e del fatto che possiamo sentircene, anche se per una parte infinitamente piccola, coprotagonisti e con noi di Aloe tutti gli amici e le amiche che ci seguono.
Ma ora il nostro amico Padre Jihad, mentre ci manda orgoglioso e contento le foto di questi bellissimi grappoli d’uva, ci fa una proposta ulteriore: realizzare accanto al vigneto e all’uliveto un bel campo di piante di pistacchi, un frutto fra l’altro veramente tipico proprio della Siria. La proposta ci piace tantissimo e noi vorremmo aiutare i monaci di Mar Musa a far ulteriormente “fiorir il deserto”. Per questo cominciamo a parlarne perché il nostro obiettivo resta sempre quello di coinvolgere le nostre comunità locali per sostenere lo sviluppo di altre comunità sparse nel mondo; in questo caso per aiutare nella ricostruzione di un paese davvero martoriato dalla guerra e dalla violenza e che invece potrebbe essere, per l’intera sua storia, un faro di dialogo fra religioni diverse.


